IL MARCHIO

Nasce a Roma negli anni 50 come studio specializzato in landscape gardening, ricomposizione del territorio, restauro dei grandi Parchi storici ( oltre alla progettazione di arditi “Jardin d’hiver” su terrazze e gli attici nei centri storici delle citta d’arte italiane e straniere). La suggestione di questa ritrovata cultura dell’uso del verde e le nuove sfide innovative proposte raccolgono presso “Vivai del Sud” i migliori architetti dei giardini formati in atenei dove era presente questa specializzazione. il successo fu immediato rendendo operativo vivai del sud oltre che in Italia, con filiali a Milano, Venezia, Firenze, Napoli, Catania, Costa Smeralda e con rappresentanze in Francia, Spagna, Germania, Stati Uniti, Medio ed Estremo Oriente ed Africa. Alla fine degli anni 60 Vivai del Sud consolidò la propria posizione con imprese di architettura integrata con una collocazione nell’eccellenza del design e nella produzione di mobili ed arredi attraverso propri stabilimenti in Italia e, strategicamente legati al prodotto, in Senegal, Brasile e Filippine. Nel 1970 veniva internazionalmente riconosciuta la nuova scuola romana con Vivai del Sud prevalenti su nomi di aziende operanti nella fascia alta della moda e nel lusso presenti nella capitale e riconducibili al consorzio Axrom che per oltre vent’anni è stato punto di riferimento in tutte le esposizioni internazionali (Saloni del Mobile e dell’Arredamento di Milano, Parigi, Francoforte, ecc…). Una febbrile attività seguita con grande attenzione dal ministero dell’Istituto per il Commercio estero in quanto tra i primi per volume d’affari nell’esportazione di prodotti di lusso del made in Italy. Va ricordato che nel 1970 e 1980 la scuola romana ha determinato un nuovo e più adeguato sistema del vivere dell’abitare, coniugando la grande tradizione dei maestri artigiani d’arte, con eclettica proposizione di un nuovo ordine contro il minimalismo, nichilista e scostante, che si andava affermando grazie la necessità dell’industria, prevalentemente del Nord, che già si battevano in una sempre crescente crisi, ove ogni semplificazione spacciata del funzionalismo avrebbe potuto abbattere i costi e ridurre le maestranze specializzate che - all’opposto - avevano confermato l’Italian style nel mondo. Tornando a “Vivai del Sud” dal 1970 in poi l’azienda, trasformatasi ormai in una holding, si era aperta ad una diversificazione dove la parte preminente era stata assorbita dall’architettura alberghiera di fascia alta realizzando in tempi straordinariamente brevi più di 250 grandi hotels oltre ad una quantità di Relais, Resort e Spa. Grande attenzione è stata rivolta dai Vivai del Sud verso l’arte con eventi, mostre ed esposizioni che hanno segnato in cinquant’anni un percorso ed un atteso appuntamento per la Roma culturalmente sensibile ad ogni inaspettata proposizione.